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Se si può dare un “bravo” (non certo riconoscere un merito) a Vanna Marchi è quello di aver fottuto centinaia di persone abbindolandole con il dialetto romagnolo.
Invece Catone & The Lorentz intraprendono, con quest’opera, un viaggio attraverso gli annunci di offro/cerco/chiedo/smisto/propìno lavoro infarciti di un’anglofonia d’avanguardia fatta di “skill”, “sales”, “outing”, “manager”, “providing”, “target” e quant’altro attraverso la quale i padroni del nuovo millennio (che spaziano dai nipoti di quinta generazione di latifondisti reazionari fino ai figli di sessantottini comunisti con il portafoglio pieno) lo mettono tra le natiche dei sottoccupati di oggi.
Una carrellata che potrà sembrare a tratti * ma di cui il lettore potrà apprezzare la meticolosa ricerca attraverso i media fatta dagli autori e, soprattutto, la geniale rilettura in chiave goliardica tempestata da qualche “perla” da mandare ai posteri.
Il tutto seguendo il filo conduttore della vicenda di Andrea, detto il Kundo, leader naturale in cui (evviva la retorica) tutti noi ci possiamo riconoscere per almeno una volta nella vita.
Giudizio sintetico: Premio Nobel no, ma pietra miliare senz’altro.
PUBBLICITA’ A PAGAMENTO:Non sapete cosa regalare per Natale a qualcuno che Vi sta simpatico (o che vi sta simpatica e che volete imbroccare) ma per il quale non volete spendere un occhio della testa ? “I sette nani lavoravano ma….” è la risposta per Voi.
Sandro F.
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