Linus Giugno: la guerra del lavoro
Giovedì 03 Giugno 2010 00:00

To-do list per preparare adeguatamente la guerra della lavoro

1. Cominciare dando il buon esempio: generali, sergenti, caporali devono essere tutti regolarmente assunti, con ferie, cellulare, assistenza sanitaria e pacchetto previdenziale. Il massimo sarebbero palestra, nursery e mensa aziendale à la carte nelle retrovie.

2. Nessun combattente dovrà essere impiegato per più di trentacinque ore settimanali in trincea: in caso di straordinari, gli verrà riconosciuto il diritto ad un riposo compensativo sullo scavo dei fossati trinceali da esercitare nel semestre in corso.

3. È fatto assoluto divieto di battagliare la domenica e il 1° maggio. Attenzione: questo potrebbe rappresentare un handicap nelle belligeranze prolungate con eserciti imperialisti non ultracattolici.

4. Mettere subito opere d’arte, oggetti di valore, donne e bambini in saldo: procurarsi equipaggiamenti bellici costa molto, ed è importante riuscire a monetizzare tutto quanto a disposizione.

5. Avere una solida base di rivendicazioni, ma essere contemporaneamente disponibili a trattare qualora ottanta Defender dei Carabinieri circondassero il vostro quartier generale.

6. Recuperare armi di fortuna: con tutto l’esercito italiano impiegato in Afghanistan, alcune ramazze e qualche mattarello dovrebbero bastare per aver ragione dei militari a difesa del territorio.

7. Contattare Sabina Guzzanti per un documentario da lasciare ai posteri che strizzi l’occhio ai rivoltosi.

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